Giochi Nel Casiṇ

27/10/2007 - LA PERMANENZA PERS ONALE


ALLA ROULETTE tutto concorre alla formazione della perma.nenza. La scorrevolezza del cilindro girevole che viene cambiato tutte le mattine, la variazione di temperatura e di densità dell’aria dovute al funzionamento dei caloriferi ed al numero delle persone che si addensano intorno al tavolo, la violenza con la quale viene lanciata la pallina che varia da un impiegato all’altro ed anche nello stesso impiegato, il momento in cui viene lanciata la pallina che è in rapporto con la posizione del tamburo girevole nello stesso mornento, e tanti altri fattori anche della minima irnportanza (basta uno sguardo dell’irnpiegato ad un giocatore che b distrae accendendo una sigaretta, o ad una attraente ragazza che passa, o ad una mosca che si è posata sul tappeto).

 

La maggioranza dei  Al giochi

 giocatori è superstiziosa ed attribuisce spesso ad episodi insignifîcanti la colpa della propria sfortuna. Altri credono che taluni impiegati abbiano la tendenza a far venire numeri bassi e tal’altri quelli alti. C’è chi crede al fenomeno dell’eco per il quale, talvolta, si sente annunziare da due o tre tavoli quasi contemporaneamente b stesso numero. C’è chi crede che alcuni numeri «chiamino » altri determinati numeri. Sembra impossibile, eppure queste ed altre credenze regolano il gioco di moIti.

 

Appare superfluo dire che si tratta di credenze tutte prive di qualsiasi fondamento sia teorico che pratico.

Comunque, i f auj che contribuiscono alla formazione della perrnanenza alla roulette sono inevitabili e bisogna assumerli corne facenti parte del gioco stesso.

 

Tutt’altra cosa avviene al gioco del trente et quarante. Quando la smazzata è costituita, tagliata e piazzata contro il blocco, si puô dire che il destino è scritto in quel pacchetto di carte. Nessuno dei fattori capaci di influenzare la caduta della pallina nella casella del numero, puè cambiare l’ordine delle carte. Che venga estratto un colpo al minuto o ogni due rninuti, che le carte vengano allineate da questo o da quell’impiegato, i colpi che usciranno saranno sernpre quelli che l’ordine delle carte ha predisposto.

 

Quindi, mentre alla roulette mille ragioni possono far variare la permanenza, al trente et quarante nulla puô farla variare. Ma esiste anche un’altra perrnanenza: quella che si chiama permanenza personale.

 

Le case da gioco sono aperte tutto l’anno e tengono in funzione numerosi tavoli, alcuni dei quali agiscono lino a quindici o sedici ore consecutive. Ognuno di questi tavoli produce una permanenza che puô essere prolungata all’infinito, legando fra loro quella di una giornata con quella della giornata successiva.

 

Queste sono permanenze reali per il fatto che effettivamente si formano. Se, per qualsiasi motivo, viene formata una perrnanenza raccogliendo e rnettendo insierne colpi prodotti da diversi tavoli, avrerno una permanenza fittizia la quale sarà certamente verosirnile, rna non è reale. Qualunque permanenza venga formata con fenomeni contrapposti, purché dello stesso genere, e realmente accaduti, è una permanenza reale; se, invece viene formata da fenomeni contrapposti, anche realmente accaduti ma non dello stesso genere, è una permanenza fittizia. Se, infime, ci formiamo noi stessi una permanenza, secondo il nostro estro e la nostra immaginazione, avremo ottenuto una permanenza artificiale.

 

Queste permanenze artificiali piii che essere utili sono dannose, perché è assolutamente impossibile che l’esperimentatore che le forma non sia influenzato dalla conoscenza precedentemente acquisita del sistema che vuole sperimentare. Egli formerà delle permanenze o troppo favorevoli o troppo contrarie e, quindi, non verosimili; e, quando una cosa non è né vera né verosimile, è campata in aria.

 

 

 

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